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lug
05

Dal 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, nel nostro emisfero, i raggi solari giungono quasi perpendicolari alla superficie terrestre e la loro intensità è particolarmente elevata. Infatti, le temperature medie sono le più elevate dell’anno, mentre il tasso di precipitazioni è il più basso.

Dall’inizio della primavera e fino a metà estate, sotto l’influsso del calore e del sole, le piante si sviluppano verso l’esterno e verso l’alto, formando una chioma sempre più folta.
I fiori si trasformano in frutti che lentamente maturano, creando intorno ai semi, una polpa sempre più ricca di principi nutritivi.
La vegetazione è rigogliosa, fiori e frutti sono abbondanti.

Durante l’estate, il nostro corpo subisce numerose modificazioni.

L’energia solare è un potente attivatore biologico. Il sole può penetrare nel nostro corpo attraverso il cibo, particolarmente nutriente in estate (soprattutto frutta e verdura), la pelle e gli occhi. Quest’ultimi sono capaci di registrare la differente intensità della luce che entra nelle pupille e di trasformarla in impulsi nervosi che, a loro volta, attivano la produzione di differenti ormoni.

Una corretta esposizione al sole, infatti, assicura la fissazione del calcio nelle ossa (attraverso la produzione di vitamina D), l’aumento dei valori della vitamina C circolante, la riparazione e il rinnovamento della pelle, la riproduzione di anticorpi e la sintesi di numerosi ormoni, fra cui quelli sessuali (per esempio il testosterone) e la serotonina, dotata di proprietà antidepressive, capace di riequilibrare l’umore.

Tuttavia, un eccesso di sole può esser molto dannoso e, quindi, è importante evitare l’azione diretta dei raggi solari nelle ore centrali della giornata.

L’aumento della temperatura (se non eccessiva!) migliora la circolazione del sangue a livello periferico favorendo la nutrizione della pelle e l’eliminazione delle tossine, aumenta la crescita dei capelli, accelera il rinnovamento della pelle che, in estate, appare più luminosa ed elastica, anche per effetto di una maggiore secrezione di sebo (a patto, però, di non sottoporre la nostra pelle ad eccessivi stress solari!).
Il calore ha, infine, un benefico potere rilassante.

Il sole risplende con i suoi raggi dorati,
diffondendo la sua energia vitale in tutto il cosmo

Mantra dell’estate
Possano i raggi del sole giungere fino al mio cuore

giu
14

La vitamina D (liposolubile) è importante per la salute delle nostre ossa perché ha la funzione di stimolare l’assorbimento, a livello intestinale, del calcio e del fosforo.

La forma endogena della vitamina D viene sintetizzata dall’organismo grazie alla nostra pelle per effetto della luce solare. Infatti, per produrre la quantità di vitamina D necessaria al nostro organismo, sono sufficienti 15 minuti al giorno di esposizione alla luce del sole.

Se la sintesi endogena risulta insufficiente, la vitamina D può essere assunta attraverso alcuni alimenti: pesce (aringa, sgombro, sardine), olio di fegato di merluzzo, burro, formaggi grassi e uova.

In forma lieve, la carenza di vitamina D si manifesta con  una diminuita concentrazione nel siero di calcio e fosforo, in forme gravi si manifesta con rachitismo, debolezza muscolare, fragilità e deformazioni delle ossa.

giu
11

patate

La patata (Solanum tuberosum) è un tubero appartenente alla famiglia delle Solanacee ed è una pianta ormai diffusa in tutto il mondo.

Importata dall’America Centrale sul finire del XVI sec. ad opera dei grandi navigatori italiani, inglesi e spagnoli, la sua coltivazione è andata gradatamente estendendosi prima nell’Europa settentrionale e centrale, poi in Francia e molto più tardi in Italia.

Fino al XVIII secolo, la storia di tutti i Paesi europei fu contrassegnata da un continuo susseguirsi di carestie, dovute a lunghi periodi di siccità o alle guerre che impedivano la produzione di cereali in quantità tali da soddisfare i bisogni alimentari delle popolazioni. Quindi, la coltivazione della patata e la facilità di conservazione consentì la sopravvivenza delle popolazioni europee anche quando la produzione di cereali era insufficiente.

La patata può esser consumata così com’è (innumerevoli sono le ricette), ma può anche esser sottoposta a processi di trasformazione:

  • sottoponendo le patate, lavate e pelate, all’azione di macchinari che le riducono in poltiglia che poi viene setacciata, lasciata decantare ed il residuo essiccato, si ottiene la fecola di patate;
  • con l’essiccazione, attraverso diversi procedimenti, si ottengono i fiocchi di patate
  • dalla distillazione di mosti fermentati di patate, è possibile ottenere la vodka (contenuto in alcol compreso tra 40 e 60% circa).

La patata ha un modestissimo contenuto di grassi (inferiore all’1%) e di proteine (2%). A differenza degli altri cereali, contiene, però, lisina, un aminoacido essenziale. Il contenuto in carboidrati è considerevole (circa il 18%) ed è rappresentato da amido (16%) e da piccole quantità di zuccheri semplici. Rilevante è il contenuto in vitamine, in particolare B1, niacina e C, oltre all’acido folico e all’acido pantotenico.

La patata rappresenta una delle fonti più importanti di potassio (circa 570 mg/100 g), fosforo e calcio, che in parte passano nell’acqua di cottura se non si ha l’accortezza di bollire i tuberi interi con la buccia.
Fornisce 85 kcal per 100 g. E’ facilmente digeribile e, quindi, è utilizzata sia per l’alimentazione infantile che geriatrica.

Gli esperti di alimentazione consigliano l’assunzione di 2-4 patate medie a settimana.

mag
19

E’ una vitamina idrosolubile che contribuisce alla formazione degli acidi grassi e facilita il metabolismo degli aminoacidi e dei carboidrati. E’ utile per il regolare funzionamento del midollo osseo e per la salute della pelle e dei capelli.

Prodotta in piccola parte anche dai batteri intestinali, la biotina è presente in diversi alimenti quali lievito, fegato di vitello, tuorlo d’uovo, latte di mucca e formaggio, frutta secca, grano, riso integrale, lenticchie, piselli, carote, lattuga, cavolfiori, funghi.

Il fabbisogno giornaliero di biotina è molto ridotto e gli studi non hanno evidenziato un livello di assunzione raccomandato: sopra gli 11 anni si ritiene valido un apporto intorno a 0,1 mg al giorno.

Il deficit di biotina, estremamente raro, si manifesta con alterazioni a carico della cute (desquamazioni). Un eccessivo consumo di uova crude o alla coque può determinare ipovitaminosi in quanto l’albume contiene una proteina che rende indisponibile la biotina, impedendone l’assorbimento intestinale.

mag
10

Gli alimenti sono sostanze che l’organismo assume dall’esterno che, da soli o associati ad altri, sono in grado di soddisfare tutti i suoi fabbisogni. Possono essere di origine vegetale, animale e minerale.
Le sostanze nutritive (micronutrienti) contenute negli alimenti, ritenute essenziali per una corretta alimentazione, sono circa 50 e si chiamano: proteine, carboidrati (zuccheri), grassi (lipidi), sali minerali e vitamine. Si tratta di sostante che vengono introdotte dall’esterno con il cibo perché l’organismo umano non è in grado di fabbricarle da solo.

Gli alimenti, a seconda delle sostanze nutritive che li compongono, si distinguono in tre grandi classi.

1)
Alimenti che svolgono una funzione plastica
Sono gli alimenti ricchi di materiale da costruzione in grado di riparare le perdite cellulari e, quindi, di costruire nuova materia vivente. Questa funzione plastica, viene svolta principalmente dalle proteine, da alcuni elementi inorganici (come il calcio e il fosforo, necessari per la calcificazione ossea) e da alcuni acidi grassi essenziali (come l’acido linoleico, appartenente al gruppo degli Omega 6, che fa parte delle membrane cellulari).
Alimenti plastici sono: il latte ed i suoi derivati (latticini e formaggi), la carne, il pesce, le uova e i legumi.

2) Alimenti che svogono una funzione energetica
La funzione energetica viene svolta principalmente dai carboidrati, ma anche dai grassi e, in piccola parte dalle proteine.
Questi tre gruppi principi di alimenti organici contengono, all’interno delle loro molecole, energia chimica che l’organismo usa per mantenere una temperatura costante di 37 gradi  e per svolgere le sue varie funzioni (movimento muscolare, contrazione del cuore, secrezioni ghiandolari, ecc.). L’energia fornita dagli alimenti viene misurata in calorie (Kcal).
Sono alimenti energetici i cereali ed i loro derivati (pane, pasta, riso, biscotti), lo zucchero, i grassi animali (burro, lardo, strutto) e gli oli vegetali.

3) Alimenti che svolgono una funzione regolatrice e protettiva
Si tratta di alimenti che intervengono nei processi biologici dell’organismo, espletando funzioni regolatrici, equilibratrici e protettive. Gli alimenti protettivi e regolatori sono quelli ricchi di sali minerali e di vitamine e comprendono la frutta e la verdura.

Gli alimenti, una volta introdotti nel nostro organismo, vengono demoliti dai processi digestivi in molecole più semplici (per esempio, dalle proteine si ottengono gli aminoacidi, dai carboidrati si ottengono i monosaccaridi) che vengono trasportate ai tessuti e agli organi.

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