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lug
09

Questa tecnica respiratoria rinfresca l’organismo e, quindi, può risultare molto utile in questi giorni di gran caldo. E’ utilizzata anche per abbassare la febbre.

sitali pranayamaSiedi in una comoda postura con il busto dritto. Fai sporgere la lingua in fuori oltre le labbra, piegandola in modo da formare una “U”, come nell’immagine a fianco.
Inspira profondamente attraverso la lingua messa ad “U” e la bocca. Espira attraverso il naso. Continua ad inspirare dalla bocca e ad espirare dal naso per 5 minuti.

Per finire, inspira dalla bocca, ritira la lingua dentro la bocca e rimani in apnea per qualche secondo poi espira dal naso.

Ripeti l’intera procedura per altri due cicli da 5 minuti ciascuno.

giu
23

Si tratta di un esercizio di respirazione alternata che ha lo scopo di purificare le nadi, soprattutto Ida e Pingala, per consentire al prana di circolare liberamente nel nostro corpo senza incontrare blocchi che causano squilibri psicofisici.

Questa tecnica di pranayama consente anche di riportarci in una condizione di calma e di equilibrio.

Siediti in una posizione comoda con la schiena bene eretta. Apri la mano destra e piega contro il palmo l’indice e il medio. Mantieni tesi il pollice, l’anulare e il mignolo. Questa posizione delle dita della mano è chiamata Vishnu Mudra.

vishnu mudraInspirando profondamente, chiudere la narice destra con il pollice ed espira dalla narice sinistra.
Mentre la narice destra è ancora chiusa dal pollice, inspira dalla narice sinistra.
Chiudi entrambe le narici per uno o due secondi poi espira attraverso la narice destra chiudendo la narice sinistra con anulare e mignolo.
Inspira dalla narice destra mantenendo chiusa la narice sinistra. Chiudi entrambe le narici per uno o due secondi, quindi espira dalla narice sinistra mantenendo la narice destra chiusa con il pollice.

Inspirando dalla narice sinistra, si ricomincia il ciclo.
Effettua sette cicli completi.

La resipirazione è lenta, profonda e silenziosa. Inspirazione ed espirazione devono avere uguale durata. La concentrazione è sul flusso dell’aria che passa attraverso le narici.

mag
05

Il Prana, una volta assorbito nel nostro corpo, ha molte funzioni da svolgere. A seconda della funzione svolta, prende un nome diverso: Prana, Apana, Samana, Udana e Vyana.

Prana viene dal prefisso Pra che significa in avanti e dalla radice verbale An che significa respirare, muoversi, vivere. In questo caso, non mi riferisco al prana globale di cui ho parlato in un post precedente, ma a quello che appartiene ad una specifica parte del corpo situata tra la laringe e il diaframma e che controlla il funzionamento del cuore, dei polmoni e di tutte le attività della regione toracica come la respirazione, la deglutizione e la circolazione del sangue. E’ localizzato nel Chakra Anahata, nel cuore.

Apana, localizzato nella regione pelvica tra l’ombelico e il perineo, viene da Apa che significa via verso il basso, scendere, andare verso la terra. E’ l’energia discendente che governa le funzioni di reni, vescica, intestini e degli organi escretori e riproduttivi. E’ responsabile dell’espulsione di gas, aria, feci, urine e del feto al momento della nascita, cioè di tutto ciò che esce dal nostro corpo.
Il suo punto focale è il Chakra Muladhara, alla base della colonna vertebrale.

Samana viene da Sama che significa eguale o equilibrato perché è l’energia che agisce come equilibratore tra le due forze opposte di Prana e Apana. Samana è situato tra l’ombelico e il diaframma ed è l’energia riscaldante che attiva e controlla gli organi digestivi ed è responsabile della digestione e dell’assimilazione.
Il suo punto focale è il Chakra Manipura, al centro del corpo, dietro l’ombelico.

Udana viene da Ud che significa energia che muove verso l’alto. Infatti, è l’energia che va verso l’alto attraverso la testa. Governa la crescita del corpo, l’abilità di essere eretti, di parlare, di provare entusiasmo e di esercitare il potere della volontà. Attraverso questo flusso, scorre l’energia che consente di sviluppare coscienza e conoscenza.
E’ focalizzato nel Chakra Vishudda che si trova nella gola.

Vyana viene da Vi che significa diffuso. Questa forza vitale pervade tutto il corpo, agisce come riserva di energia per tutti gli altri prana che richiedono un aiuto supplementare. Regola e coordina tutti i movimenti muscolari e gli altri prana.
Il suo punto focale è il Chakra Svadhisthana che si trova a livello dei genitali.

Oltre ai cinque prana principali, ve ne sono altri cinque minori chiamati Upa Prana. Essi sono:

  • Naga, consente l’eruttazione e il singhiozzo
  • Kurma, permette l’apertura degli occhi
  • Krikara, induce fame e sete
  • Devadatta, consente di fare sbadigli
  • Dhananjaya, è responsabile della decomposizione del corpo dopo la morte.
apr
28

alberiPer lo yoga, i principali organi di assorbimento del prana sono quattro.

1) Terminazioni nervose delle fosse nasali
Il naso, oltre a regolare la temperatura dell’aria e ad eliminare le polveri, misura le qualità sottili dell’aria introdotta. L’apparato olfattivo, infatti, reagisce ai profumi e agli odori immediatamente ed in modo percepibile dalla nostra coscienza, grazie alle terminazioni nervose del naso perché queste sono in relazione con i centri nervosi situati nel midollo spinale che generano reazioni su tutte le funzioni dell’organismo.

2) Alveoli polmonari
Estrema ramificazione dei bronchi, gli alveoli consentono il passaggio dell’ossigeno e, quindi anche del prana, dai polmoni al sangue.

3) Lingua
La lunga masticazione del cibo, oltre a far assorbire i nutrienti per il corpo, consente di assorbire il prana contenuto nell’alimento stesso, attraverso le papille gustative della lingua.

4) Pelle
E’ uno degli organi più grandi ed importanti del corpo che, oltre a proteggerlo, consente l’eliminazione delle tossine prodotte dall’organismo attraverso i pori della pelle. Inoltre, a contatto con l’aria vibrante di energia, la pelle assorbe grandi quantità di prana, soprattutto solare. Per questo motivo, è molto importante, appena se ne ha la possibilità, trascorrere qualche ora all’aria aperta, possibilmente a contatto con la natura, dove la qualità del prana ha una qualità maggiore.

apr
09

Il Saluto al Sole è una pratica molto antica consistente in una sequenza di 12 asana. Eseguita al mattino rivolti verso il Sole oppure in una stanza pensando al sole, prepara favorevolmente il corpo e la mente per la giornata. Eseguita di sera, prima di coricarsi, concilia il sonno.

Lo scopo di questa sequenza, oltre a quello devozionale nei confronti del sole, è quello di sciogliere e di allungare la muscolatura. Indica, inoltre, l’augurio di vederti in pace con te stesso/a e con gli altri.

Troverai la descrizione di questa sequenza in un pdf preparato da me nel quale ho inserito anche:

  • i benefici di ogni asana
  • come coordinare la respirazione con le varie fasi della sequenza
  • come eseguire correttamente ogni asana

Per avere questo pdf, inserisci il tuo nome (il cognome non è necessario) e la tua email nel form sottostante :-)

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