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lug
08

Con il caldo, le esigenze energetiche dell’organismo diminuiscono, spesso anche con una spontanea riduzione dell’appettito.
L’estate è, quindi, il periodo migliore per alleggerire la dieta. I pasti dovrebbero esser molto leggeri e di facile digestione, suddivisi in 3-4 razioni quotidiane.

Frutta e verdura sono le protagosniste della tavola estiva. Grazie al loro contenuto di acqua, vitamine e sali minerali aiutano a ripristinare l’equilibrio idrico dell’organismo bilanciando le perdite di queste sostanze attraverso il sudore.
Scegliamo i prodotti di stagione, possibilmente maturati al sole, come pomodori, cetrioli, insalata, melanzane, peperoni, zucchine, fagioli, fagiolini, carote, albicocche, pesche, susine, uva, melone, cocomero, fichi.

I cereali non devono mai mancare sulla nostra tavola perché, attraverso i carboidrati, forniscono energia di pronta utilizzazione. Riso e frumento sono i cereali da preferire sia come piatto unico, sia come pane, focacce o altri prodotti da forno.

Fra gli alimenti di origine alimentare, sono consigliabili yogurt e latte magro, formaggi non stagionati, uova, pesce fresco e carne bianca.

Privilegiamo i cibi crudi, come macedonie e insalate. Le cotture devono esser rapite e con pochi grassi, come quelle al vapore e al cartoccio. I cibi vanno consumati tiepidi o leggermente raffreddati (mai freddi!)

Aglio fresco, erbe aromatiche, salvia, rosmarino, timo, origano, maggiorana sono raccomandabili per insaporire il cibo senza eccedere con i condimenti.
Fra i grassi è raccomandabile l’olio extra vergine d’oliva, preferibilmente crudo.

Infine, ricordiamoci di bere senza aspettare lo stimolo della sete per ripristinare la perdita dei liquidi dovuta al sudore. Perciò, durante la giornata, teniamo sempre a portata di mano qualcosa da bere, anche al lavoro e durante attività all’aria aperta. Evitiamo, però, le bevande zuccherine e gassate.

mar
15

di Flavio Corniola – Kataweb Consumi

Lo dice una ricerca inglese. L’esperto: nel passaggio dal campo alla tavola l’ortaggio perde parte dei suoi nutrienti, mentre il surgelamento ne conserva le proprietà.

Verdure surgelate meglio di quelle fresche? Sembra di si, stando a un recente studio condotto dall’Institute of Food Research di Norwich, nel Regno Unito. L’indagine rivela che i vegetali sottozero sono più sani di quelli freschi, in quanto questi ultimi perdono parte delle proprietà nutritive nel periodo trascorso tra la raccolta e la consumazione.

Pochi sanno infatti che gli ortaggi “freschi” impiegano anche fino a due settimane da quando vengono raccolti per raggiungere le nostre tavole, mentre il congelamento, effettuato poco dopo la raccolta, arresta il processo di deterioramento e conserva intatti i nutrienti, tra cui le preziose vitamine.

Il risultato della ricerca inglese, però, non è una novità. “Anche noi eravamo arrivati alle medesime conclusioni ben quindici anni fa – spiega Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Inran, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione. Se è vero che vegetali freschi e surgelati possono contare sullo stesso apporto nutrizionale – continua Ghiselli – c’è tuttavia da considerare che dal momento in cui viene raccolto il vegetale muore e inizia a deteriorarsi, con la conseguente riduzione di una parte delle proprie sostanze nutritive”.

Ma ciò che effettivamente spinge i consumatori a preferire i surgelati è che questi permettono di disporre di una varietà sensibilmente più ampia quando si fa la spesa, e per di più offrono la possibilità di avere svariati prodotti in qualsiasi stagione dell’anno, come ad esempio i piselli, che freschi sarebbero disponibili solo per periodi limitati.

“Il problema semmai – precisa l’esperto – può essere costituito dal progressivo impigrimento nel cucinare e quindi nell’alimentazione. La reperibilità e la facilità di utilizzo dei prodotti in busta sottozero porta spesso ad adagiarsi nella comodità rischiando di sfociare nella monotonia gastronomica”. Inoltre, spesso non si ha il tempo oppure la voglia di preparare soffritti o tagliuzzare ortaggi e si opta quindi per soluzioni già pronte e più veloci ma meno personalizzabili, più omologate”:

In conclusione, le verdure surgelate sono ottime e non hanno nulla in meno di quelle fresche, nonostante molti ancora le considerino poco sicure, ma se si ha tempo bene acquistare anche più varietà di vegetali freschi e lasciare qualche spazio all’inventiva culinaria e alle tradizioni gastronomiche locali.

(13 Marzo 2010)

E, allora, cerchiamo di vincere questa pigrizia e riscopriamo le ricette della nonna! ;-)

mar
01

In un post precedente, ho parlato delle caratteristiche nutritive generali della frutta e degli ortaggi. Ogni frutto e ortaggio, però, ha anche una sua specifica composizione in funzione della sua diversa colorazione: giallo/arancio, bianco, blu/viola, rosso e verde.

Al gruppo bianco appartengono: aglio, cipolle, cavolfiore, finocchio, funghi, porri, sedano, castagne, mele, pere.
Tipico di questo gruppo di frutta e ortaggi è il contenuto di un phytochemical con potente azione antiossidante: la quercetina.
Gli ortaggi che appartengono alla famiglia delle crucifere, sono ricchi in fibra, sali minerali (soprattutto potassio), vitamine (in particolare la C). Il crescente interesse scientifico verso questi alimenti è soprattutto legato alla presenza di phytochemicals (isotiocianati) che interagiscono con i sistemi enzimatici detossificanti.

Al gruppo blu-viola appartengono: melanzane, radicchio, fichi, frutti di bosco, prugne, uva nera.
Gli alimenti di questo gruppo contengono alcune sostanze importanti per la visione, la struttura dei capillari sanguigni e la funzione urinaria.
I composti ad azione protettiva di questo gruppo di alimenti sono quei phytochemicals caratterizzati da un elevato potere antiossidante: le antocianine.
Anche questi vegetali sono ricchi di fibra; i frutti di bosco, in particolare, contengono fibra solubile che regola l’assorbimento degli altri nutrienti e che serve come nutrimento per la flora microbica intestinale che la trasforma in acidi grassi a catena corta importanti per una regolare funzione intestinale.

Al gruppo giallo-arancio appartengono: carota, peperone, zucca, albicocca, arancia, cachi, limone, mandarino, melone, nespola, pesca, pompelmo.
Tipico di questo gruppo di frutta e ortaggi è il contenuto di un phytochemical con potente azione provitaminica ed antiossidante: il b-carotene, precursore della vitamina A, che interviene nella crescita, riproduzione, mantenimento dei tessuti epiteliali, funzione immunitaria e visione. Il b-carotene è un potente antiossidante, che protegge le cellule dal danno provocato dai radicali liberi. Viene assorbito con i grassi e, se assunto con gli alimenti, non riesce a procurare sopradosaggio come può verificarsi nel caso di un eccessivo uso di integratori.
Questo gruppo di alimenti è anche ricco di flavonoidi che svolgono la loro azione per lo più a livello gastro-intestinale, neutralizzando la formazione di radicali liberi o catturandoli ancor prima che possano danneggiare altre molecole (aminoacidi, acidi grassi polinsaturi, etc).
L’arancia, il limone, il peperone sono ricchi in vitamina C che, oltre alla funzione antiossidante, interviene sulla biosintesi del collagene. Questa sostanza, cemento intracellulare, mantiene integri i vasi sanguigni, stimola le difese immunitarie, la cicatrizzazione delle ferite e favorisce l’assorbimento del ferro contenuto nei vegetali.

Al gruppo rosso appartengono: barbabietola rossa, pomodoro, ravanello, anguria, arancia rossa, ciliegia, fragola.
Caratteristico di questo gruppo di frutta e ortaggi è l’alto contenuto di due phytochemicals con potente azione antiossidante: il licopene e le antocianine. I pomodori sono la fonte più importante di licopene e la loro cottura in presenza di olio di oliva rende questo composto più facilmente assorbibile da parte dell’organismo. Anche l’anguria è un frutto ricco di licopene.
Il licopene è un carotenoide ad alto potere antiossidante, in quanto cattura i radicali liberi agendo sulle membrane cellulari e sulle lipoproteine; durante la maturazione dei frutti e degli ortaggi raggiunge la sua più altaconcentrazione ed è per questo che frutta ed ortaggi maturi ne contengono di più. Fragole ed arancia rossa contengono elevate quantità di vitamina C.

Al gruppo verde appartengono: agretti, asparagi, basilico, bieta, broccoli, carciofi, cetrioli, cicoria, indivia, lattuga, prezzemolo, rughetta, spinaci, zucchine, olive, kiwi ed uva.
Tipico di questo gruppo di frutta e ortaggi è il contenuto di due phytochemicals con azione antiossidante: la clorofilla ed i carotenoidi.
Il colore verde di questi ortaggi è dovuto alla clorofilla, sostanza contenente un atomo di magnesio presente nelle parti verdi delle piante, in grado di catturare l’energia luminosa necessaria perché le piante possano svolgere la fotosintesi clorofilliana.
L’apporto di magnesio con gli ortaggi di questo gruppo è molto importante per la salute dell’uomo, in quanto partecipa aprocessi essenziali quali il metabolismo dei carboidrati e delle proteine, modula il tono vascolare, la trasmissione nervosa e le contrazioni neuromuscolari. Il magnesio stimola l’assorbimento ed il metabolismo di calcio, fosforo, sodio e potassio.
Negli alimenti verdi sono presenti anche un’elevata quantità di carotenoidi, precursori della vitamina A, che svolgono peculiari azioni fisiologiche come la visione, lo sviluppo delle cellule epiteliali, la riproduzione e la difesa antiossidante. La vitamina A partecipa anche all’azione del sistema immunitario favorendo la formazione di anticorpi per la difesa contro gli antigeni esterni.
I vegetali a foglia verde costituiscono la miglior fonte di acido folico la cui azione vitaminica è fondamentale nelle donne all’inizio della gravidanza, per la prevenzione del rischio di incompleta chiusura del canale vertebrale dei neonati, ed in generale a tutti gli individui per una corretta ematopoiesi. Il contenuto di vitamina C, od acido ascorbico, è molto elevato, in particolare nei broccoli, prezzemolo, spinaci e kiwi.

fonte: Ministero della Salute

feb
26

In un post precedente, ho parlato della piramide alimentare come modello corretto per la nostra alimentazione giornaliera.
La base di questa piramide è costituita dalla frutta e dagli ortaggi che hanno un ridotto contenuto calorico e che forniscono al nostro organismo elementi importanti: acqua, proteine, carboidrati, vitamine, minerali, fibra e phytochemicals.

In questi alimenti, il contenuto di proteine è molto basso ed è in media pari all’1,5%, e di scarso valore nutrizionale. Ridottissimo è anche il contenuto in grassi (0,3%).
L’apporto in carboidrati consiste soprattutto in zuccheri semplici facilmente utilizzabili dall’organismo e poco amido. Lo zucchero semplice della frutta è il fruttosio che conferisce un sapore particolare a questo alimento e che ha un potere dolcificante maggiore dello zucchero.

La frutta e gli ortaggi sono la miglior fonte di acqua in quanto contengono dall’80 al 95% di acqua per 100 g di alimento. L’acqua è un nutriente essenziale, in quanto costituisce il 60% del nostro organismo, ed è il mezzo in cui avvengono le reazioni metaboliche. Inoltre, l’acqua mantiene stabile la temperatura corporea, trasporta i nutrienti ed allontana i prodotti di scarto dall’organismo.

Le vitamine più abbondanti nella frutta e negli ortaggi sono il beta carotene, le vitamine del gruppo B e la vitamina C. Sono presenti in piccole quantità (mg%), ma sufficienti a svolgere funzioni metaboliche ed azioni protettive (potere antiossidante).

I minerali sono rappresentati da piccole quantità di sodio e tanto potassio, oltre a magnesio, calcio, fosforo ed altri metalli (ferro, rame, zinco). Questi ultimi però sono meno disponibili per l’assorbimento rispetto a quelli contenuti negli alimenti di origine animale.

Gli alimenti di origine vegetale sono la fonte principale di fibra che, oltre a regolarizzare la funzione intestinale, contribuisce al raggiungimento del senso di sazietà e quindi ad aiutare a contenere il consumo di alimenti ad elevata densità energetica.

I prodotti ortofrutticoli, soprattutto se freschi, contengono i phytochemicals (acidi organici, polifenoli, oligosaccaridi, etc.). Sono composti organici di origine vegetale che non nutrono ma proteggono l’organismo con diversi meccanismi, come l’azione antiossidante nei confronti dei radicali liberi, la protezione degli acidi grassi polinsaturi, lo sviluppo di una flora batterica intestinale favorevole alla salute dell’organismo ospite.

Il consumo di frutta e ortaggi è consigliabile principalmente per tre motivi:

  • contengono un’alta percentuale di acqua e quindi poche calorie;
  • apportano zuccheri, vitamine e sali minerali dei quali l’organismo umano ha grande bisogno specie d’estate;
  • forniscono un prezioso apporto di fibre, utili a mantenere la funzionalità intestinale e a mantenere sotto controllo i livelli ematici di glucosio e colesterolo.

Si consigliano 5-6 porzioni al giorno tra frutta ed ortaggi.
Una porzioni di frutta dovrebbe avere un peso di circa 150 grammi: ciò corrisponde a un frutto medio-grande (se si tratta di mele, pere, arance, pesche o simili) oppure a due-tre pezzi in caso di mandarini, prugne, albicocche o altri frutti piccoli. In caso di frutta che si consuma a fette: una fetta di anguria, due di melone, un trancio di ananas, etc.

Una porzioni di succo di frutta equivale ad una confezione da 125 ml.

Il peso di una porzione di ortaggi da cuocere dovrebbe essere di circa 250 grammi, intesi al netto degli scarti, mentre  per l’insalata una porzioni è pari a 50 grammi.

Ogni frutto e ortaggio ha anche una sua specifica composizione in funzione della sua diversa colorazione: giallo/arancio, bianco, blu/viola, rosso e verde. Ne parlerò in modo più approfondito nel prossimo post.

fonte: Ministero della Salute

dic
22

L’inverno è un periodo di grande stress per il nostro organismo, soprattutto per chi vive in città, a causa di fattori squilibranti come l’inquinamento, la luce artificiale, il riscaldamento, il superlavoro, la vita in ambienti chiusi.

Il cibo fresco, variegato ma, soprattutto, di stagione rappresenta un buon rifornimento di energia perché non solo diminuisce le conseguenze legate all’inquinamento atmosferico, ma migliora le difese dell’organismo contro l’influenza e gli altri disturbi invernali.

Frutta
Sono preferibili quelli di stagione come mele, pere, agrumi, kiwi.
Una spremuta è indispensabile ogni giorno per assicurare la giusta quantità di vitamina C, il cui fabbisogno aumenta in inverno.
Inoltre, sono raccomandabili piccole quantità di frutta secca, come fichi, datteri, noci, mandorle, nocciole e pinoli, utili specialmente a chi segue una dieta vegetariana, per integrare l’apporto di proteine.
Semi di zucca, lino e sesamo sono degli ottimi integratori di minerali e oli essenziali. Possono esser aggiunti alla prima colazione oppure all’insalata. Vanno consumati freschi e si conservano in vasi di vetro scuro, al riparo dall’aria e dall’umidità.

Ortaggi e verdura
Sono particolarmente raccomandabili broccoli, cavoli, cardi, cavolfiori, rape, cicoria, cipolle, finocchi, indivia, patate, porri, radicchio, scalogno, carote, sedano rapa, carciofi, spinaci, funghi secchi e zucca.

Cereali
Sempre indispensabili per la loro funzione riequilibrante ed energetica, in inverno sono particolarmente necessari perché contribuiscono ad attenuare gli squilibri derivanti dalla mancanza di luce che possono causare disturbi all’appetito, ansia, depressione. I più consigliati per l’inverno sono riso, orzo, avena, segale e grano saraceno, preferibilmente integrali.

Legumi

Fra i legumi secchi, da utilizzare 1 o 2 volte alla settimana, sono raccomandabili lenticchie, soia, fagioli e ceci.

Carne e pesce

Durante l’inverno, è consentito aumentare l’uso di cibi di origine animale, soprattutto nei periodi passati all’aperto, perché le proteine aumentano la resistenza al freddo.
Fra le carni, è preferibile il manzo e il maiale magro, mentre tra i pesci, da mangiare almeno una volta alla settimana, sono raccomandabili alici, sgombi, sardine e altro pesce azzurro.

Formaggio e latticini

Durante l’inverno, è preferibile privilegiare quelli stagionati, come il parmiggiano, perché sono più “riscaldanti”.
Lo yogurt, anche se ha proprietà rinfrescanti, è consigliabile assumerlo a temperatura ambiente, per mantenere integra la flora batterica intestinale che contribuisce a prevenire le forme influenzali tipiche dell’inverno. Si può mangiare lo yogurt anche nella prima colazione – Una prima colazione diversa: macedonia di frutta, miele, yogurt e granola

Condimenti e aromi
Per insaporire il cibo sono consigliabili spezie riscaldanti come zenzero, cardamono, cumino, coriandolo da aggiungere in piccolissime quantità.
Come aromatizzanti per verdure e minestre, sono raccomandabili salsa di soia senza glutammati e miso (prodotto fermentato della soia).
Fra i grassi, è preferibile l’olio extravergine d’oliva e piccole quantità di burro crudo.
Infine, sono consigliabili aceto di mele e succo di limone.

Bevande
Oltre all’acqua, alle spremute d’agrumi e alle tisane calde, è consigliabile un bicchiere di vino, preferibilmente rosso, soprattutto nel pasto serale.

Cottura

Privilegiare la cottura in umido, al forno e la bollitura.
E’ preferibile ridurre il consumo di verdura cruda.

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