Archive for the Category »armonia fisica «

lug
15

Ustra = cammello; Asana = posizione

Ustrasana_cammello

Come si esegue
Inginocchiati sul pavimento con le ginocchia leggermente distanziate e le cosce perpendicolari al pavimento.

Appoggia le mani sulla parte posteriore del bacino, con le basi dei palmi sulla parte superiore dei glutei e le dita rivolte verso il basso.
Inspira e solleva il torace premendo le scapole contro il retro delle costole.

Piegati all’indietro facendo forza sul coccige e le scapole. Estendi l’addome e allunga il collo (senza forzare!).

Stacca le mani dai fianchi, allunga le braccia e poggia le mani sulle cavilgie.
Porta indietro la testa e guarda in alto.

Mantieni la posizione, aumentando la curvatura del dorso, per 50-60 secondi. Non trattenere il respiro!

Inspirando, lascia le caviglie e fai salice il torace, usando i muscoli dei glutei.

Nei piegamenti all’indietro, la schiena deve esser allenata gradualmente ed è necessario prestare particolare attenzione ai punti rigidi della colonna vertebrale.

Benefici
Distende l’intera parte anteriore del corpo, le caviglie, le cosce, l’inguine, l’addome, il torace e la gola
Distende i flessori dell’anca (muscolo psoas)
Potenzia i muscoli della schiena
Migliora la postura
Stimola gli organi addominali e il collo

lug
09

Questa tecnica respiratoria rinfresca l’organismo e, quindi, può risultare molto utile in questi giorni di gran caldo. E’ utilizzata anche per abbassare la febbre.

sitali pranayamaSiedi in una comoda postura con il busto dritto. Fai sporgere la lingua in fuori oltre le labbra, piegandola in modo da formare una “U”, come nell’immagine a fianco.
Inspira profondamente attraverso la lingua messa ad “U” e la bocca. Espira attraverso il naso. Continua ad inspirare dalla bocca e ad espirare dal naso per 5 minuti.

Per finire, inspira dalla bocca, ritira la lingua dentro la bocca e rimani in apnea per qualche secondo poi espira dal naso.

Ripeti l’intera procedura per altri due cicli da 5 minuti ciascuno.

giu
30

In un post precedente, ho scritto che tutte le nostre funzioni corporee e psicospirituali sono governate dai dosha, tre principi energetici vitali, chiamati vata, pitta e kapha. Ogni persona li unisce in sé, ma la loro forza varia da individuo a individuo e può aumentare o diminuire.
La nostra salute dipende dal loro equilibrio che si sperimenta come armonia interiore, pieno appagamento e persistente benessere. Uno squilibrio nei dosha comporta una patologia che viene curata con sostanze da assumere, massaggi, posizioni yoga e tecniche di respirazione profonda che hanno lo scopo di ripristinare l’equilibrio dei dosha rispetto alla costituzione individuale.

In questo post, vediamo quali sono le caratteristiche fondamentali dei dosha.

Vata, l’azione
Ha le proprietà dell’Etere e dell’Aria. Rappresenta il movimento, l’attività, la comunicazione. È responsabile del tono muscolare, del funzionamento degli organi interni, dell’attività del sistema nervoso e contribuisce, in modo sostanziale, a mantenere lucidi i nostri sensi, vigile e attenta la nostra consapevolezza. Vata è, quindi, responsabile del buon coordinamento delle diverse funzioni vitali, della creatività, della lucidità mentale e della prontezza fisica.
Vata si trova nei cavoli, nei broccoli, nelle patate, nel pane secco, nelle mele e nei cibi da fast food.
Aumenta quando si viaggia, si dorme troppo poco, si vive in ambienti rumorosi, si mangia mentre si è in uno stato d’ansia.
Un eccesso di vata nell’organismo può causare dolori articolari, perdita della memoria, insonnia, stress, ansia e depressione.

Pitta, l’energia
Il movimento per manifestarsi ha bisogno di “combustibile”. Questo dosha, che ha le proprietà del Fuoco, è alla base del buon funzionamento del nostro metabolismo e del sistema gastrointestinale, principali responsabili del rifornimento energetico dell’organismo. Presiede alla regolazione della temperatura corporea, alle funzioni intellettive e al corretto controllo delle emozioni.
Pitta si trova nei cibi acidi, piccanti, fritti, nelle cipolle, nell’aglio, nel tè, nel caffè e negli alcolici.
Aumenta quando si è arrabbiati o si mangia quando si è arrabbiati, ci si espone al sole, si fa esercizio fisico, si fuma.

Kapha, la coesione
Composto dagli elementi Acqua e Terra, è responsabile della struttura dell’organismo, della sua stabilità, flessibilità e mobilità.
Da questo dosha dipendono la nostra resistenza alle malattie, le funzioni della memoria, la stabilità e l’equilibrio interiore.
Si trova in alimenti molto freddi, unti, dolci, grassi, nei  latticini, nei gelati e nella carne.
Aumenta quando si dorme durante il giorno, si fa poca attività fisica, si vive in un clima freddo e umido.
Il suo eccesso nell’organismo può causare asma, tosse, anorressia, obesità, pigrizia eccessiva e cattiva digestione.

giu
23

Si tratta di un esercizio di respirazione alternata che ha lo scopo di purificare le nadi, soprattutto Ida e Pingala, per consentire al prana di circolare liberamente nel nostro corpo senza incontrare blocchi che causano squilibri psicofisici.

Questa tecnica di pranayama consente anche di riportarci in una condizione di calma e di equilibrio.

Siediti in una posizione comoda con la schiena bene eretta. Apri la mano destra e piega contro il palmo l’indice e il medio. Mantieni tesi il pollice, l’anulare e il mignolo. Questa posizione delle dita della mano è chiamata Vishnu Mudra.

vishnu mudraInspirando profondamente, chiudere la narice destra con il pollice ed espira dalla narice sinistra.
Mentre la narice destra è ancora chiusa dal pollice, inspira dalla narice sinistra.
Chiudi entrambe le narici per uno o due secondi poi espira attraverso la narice destra chiudendo la narice sinistra con anulare e mignolo.
Inspira dalla narice destra mantenendo chiusa la narice sinistra. Chiudi entrambe le narici per uno o due secondi, quindi espira dalla narice sinistra mantenendo la narice destra chiusa con il pollice.

Inspirando dalla narice sinistra, si ricomincia il ciclo.
Effettua sette cicli completi.

La resipirazione è lenta, profonda e silenziosa. Inspirazione ed espirazione devono avere uguale durata. La concentrazione è sul flusso dell’aria che passa attraverso le narici.

giu
18

Manipura ChakraManipura è il chakra dell’ego, della volontà e della disciplina. E’ da trattare sia nel caso di persona debole nei rapporti con gli altri, sia nel caso di persona troppo rigida, troppo volitiva. Viene chiamato anche “cervello addominale” perché controlla l’istinto e la volontà.
Questo chakra si trova sotto lo sterno, alla bocca dello stomaco, in corrispondenza del plesso solare.

Manipura è il chakra che assorbe l’energia solare e che trasforma il cibo in energia, due fonti energetiche che mantengono e rivitalizzano il nostro corpo fisico. Inoltre, è il chakra da cui vengono irradiate le nostre energie emotive e che controlla i nostri rapporti con gli altri. Infine, costituisce il fondamento della nostra personalità. Qui, troviamo la nostra identità sociale che cerchiamo di rafforzare con l’affermazione personale (come la volontà di riuscire e la lotta per il successo) oppure con l’adeguarci alle convenzioni sociali.
Tramite il plesso sociale, il terzo chakra ci permette di percepire anche le vibrazioni delle altre persone per reagire di conseguenza: ad esempio, se ci sentiamo assaliti da vibrazioni negative, la repentina contrazione del terzo chakra ci avviserà del pericolo imminente.

Se il chakra funziona in modo armonico, riusciamo a raggiungere gli obiettivi che ci interessano e ci sentiamo sicuri e soddisfatti del posto che occupiamo nel mondo. Il rapporto con gli altri è trasparente e il percorso di autorealizzazione utilizza le facoltà intellettuali di tipo riflessivo che correggono i giudizi negativi, le falsità e i presupposti erronei affinché la spinta personale al successo procuri vantaggi piuttosto che difficoltà.
Quando Manipura funziona bene, il cibo si traforma in energia, i pensieri diventano azioni, l’attività lavorativa produce soddisfazioni e il nostro rapporto con gli altri è sereno e positivo.

Se il terso chakra funziona in modo disarmonico, cercheremo di conquistare e di esercitare il nostro potere con la manipolazione e il controllo del nostro ambiente circostante e dei nostri sentimenti. Questo ci porterà ad esser iperattivi per soffocare quel senso di inquietudine e di inadeguatezza che nasce dal desiderio di esser accettati dagli altri e dalla ricerca del benessere materiale. Inoltre, il controllo sulle nostre emozioni, ritenuto neccessario per raggiungere i nostri scopi, impedisce di incanalarle in maniera corretta e finiscono per esplodere, in maniera improvvisa e distruttiva, in sentimenti di rabbia, egoismo, rancore, intolleranza, avidità.

Se il terzo chakra è bloccato o chiuso, ci sentiremo depressi e avviliti, scorgeremo ostacoli ovunque che ci impediranno di realizzare le nostre aspirazioni. Per guadagnarci l’accettazione e la benevolenza degli altri, ci conformeremo alle loro opinioni. Di fronte ad una situazione difficile, proveremo smarrimento e incertezza. Ci sentiremo talmente nervosi che i nostri comportamenti diventeranno imprevedibili e contraddittori. Il nostro desiderio sarà quello di evitare ogni forma di rischio perché non ci sentiremo in grado di affrontare la cosiddetta “lotta per la vita”.

Manipura Chakra

Colore: giallo dorato
Elemento associato: fuoco
Senso: vista
Tipo di energia: energia nervosa
Parole e frasi chiavi: Io voglio (autostima, autoaffermazione, iniziativa personale, logica, lavoro produttivo, individualità, rapporto con gli altri, gestione del potere personale, gioia di vivere)
Principio basilare: strutturazione dell’essere
Simbolo: fiore di loto a 10 petali
Parti del corpo collegate: stomaco e apparato digestivo, fegato, cistifellea, milza, pancreas, apparato muscolare, schiena, sistema immunitario, sistema nervoso autonomo. Il chakra controlla anche la termoregolazione dell’organismo.
Ghiandola associata: pancreas

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